MR. FIORETTO E MR. LIGORI

Apprendimento Motorio: le attività si concentreranno sull'acquisizione delle abilità motorie (movimento frutto di un apprendimento esplicito e cosciente con uno scopo ben determinato), evoluzione delle capacità di base che rappresentano il prerequisito genetico di un atleta e ben differenti dalle abitudini motorie che hanno componenti scarsamente coscienti e non finalizzate ad uno scopo ben preciso. Obiettivo primario sarà definire l’apprendimento motorio come automatizzazione del movimento inteso come esecuzione in maniera efficiente (economicità del movimento), stabile (costanza nella ripetizione del movimento sempre uguale), adattabile (nelle varie circostanze proposte).

Obiettivo sarà quello di automatizzare il movimento non soltanto attraverso la pratica ma attraverso l’apprendimento (esecuzione corretta) perché l’esecuzione continua se non corretta non rende l’azione perfetta ma soltanto permanente (che rappresenterà inesorabilmente il primo step verso l’errore ripetuto nel tempo).

Si andranno a sviluppare aspetti coordinativo-motori nella loro interezza per stimolare la crescita globale finalizzata al gesto tecnico e al raggiungimento di un obiettivo, componente fondamentale per stimolare l’attivazione delle abilità motorie che vengono "salvate" nella memoria a lungo termine del Sistema nervoso centrale solo se grazie ad esse si raggiunge lo scopo che il corpo si era prefissato (obiettivo tecnico ad esempio), altrimenti ci sarà dispersione del circuito neuronale attivato (e dei conseguenti adattamenti) e perdita della memoria motoria acquisita che durerà soltanto per un tempo molto limitato (circa 30”) a patto che non subisca interferenze esterne. (Memoria a breve termine)

 

Apprendimento tecnico: motore dell'apprendimento è certamente la componente tecnica. Il nostro impegno sarà finalizzato alla realizzazione del gesto, orientato al raggiungimento di un obiettivo specifico. In termini molto semplici passare dal “vedere” al “fare”  utilizzando e sperimentando l’utilizzo delle varie componenti tecniche ed esecutive, la correzione delle dinamiche di impatto con il pallone, la capacità di differenziare il contatto, l’utilizzo del piede debole e il potenziamento di quello che si rivela l’arto più utilizzato. Primo elemento da citare è il dominio: inteso come la capacità di controllare e gestire il pallone secondo la nostra volontà, una sorta di prerequisito all’apprendimento della tecnica calcistica. L’errore che si rivela spesso il limite più importante a livello tecnico è che nelle fasi evolutive il gesto tecnico venga curato in maniera superficiale ma questo non vuol dire che le fasi sensibili rispetto questo aspetto siano così limitate nel tempo. Pensiamo fermamente che la fase sensibile rispetto all’ apprendimento tecnico sia in continua evoluzione e si deve a tal proposito stimolare gli elementi che lo compongono: dalla conduzione alla ricezione e al calciare, dal contrasto al colpo di testa, alla parata e alla rimessa laterale.   Attraverso l’apprendimento e l’esecuzione mirata e determinata degli elementi di tecnica calcistica è possibile creare e stabilizzare  un primo step del nostro “giovane calciatore” .

 

Apprendimento tattico: cosa intendiamo per tattica individuale? In parole semplici possiamo definire la tattica individuale nientedimeno che la tecnica applicata in situazione, ovvero la tecnica che può esprimersi in relazione allo sviluppo del gioco e delle dinamiche che lo compongono. Ci concentreremo, vista la finalità del camp e le direttive imposte dal DPCM, a trattare e approfondire elementi di tattica individuale e non collettiva. Cominciamo a precisare che possiamo definire questa componente dividendola in due segmenti: A. In fase di possesso (smarcamento-controllo e difesa della palla-passaggio- guida della palla, finta e dribbling-tiro in porta) B. In fase di non possesso (presa di posizione, marcamento, anticipo e intercetto-contrasto-difesa della porta) tutti elementi fondamentali nelle aree di sviluppo che andremo a potenziare. Particolare attenzione sarà data alle posture che andranno assunte  nella fasi del gioco e nelle situazioni specifiche, elemento imprescindibile nella creazione e crescita di un giovane calciatore  che deve riconoscere i codici e le situazioni per adattarsi e utilizzare tutte le sue capacità e abilità tecniche, cognitive e coordinativo-motorie. Conoscere le dinamiche legate al gioco e le componenti che lo strutturano alla base  aiuta il giocatore a scegliere e capire in anticipo ciò che dovrà fare.

 

La capacita di saper scegliere è determinante nel capire ciò che va fatto, quando va fatto e in funzione di cosa..nei settori giovanili (ma non solo..) vediamo spesso profili interessantissimi, dotati a livello organico, tecnico, coordinativo, ma poco lucidi o poco inclini al capire le dinamiche del gioco e le situazioni che devono affrontare. Risultato di tutto ciò? Restano dei potenziali ma non completi giocatori di calcio che faticano a confrontarsi nei vari livelli di loro competenza. Oggi è fondamentale, direi, elemento cardine, il saper effettuare scelte in campo funzionali alla richiesta dei tecnici e alle esigenze della squadra. Essendo il calcio sport di situazione in continua evoluzione e ricco di dinamiche e variabili, il calciatore è sottoposto a continuo carico cognitivo oltre che stress fisico. Saper Pensare, Scegliere ed Eseguire il gesto sono elementi che dettano le basi del calciatore evoluto che deve riuscire ad essere efficace in tempi brevi durante la gara. Anche questo va allenato attraverso una metodologia coerente e corretta  e un'applicazione continua nella fase allenante. verranno adottate differenti misure di lavoro su specifiche legate ai ruoli. Ogni posizione in campo richiede oltre che componenti generali anche capacità ben differenti tra loro. I ragazzi potranno sperimentare esercizi ed esercitazioni legate alle situazioni  del loro ruolo di pertinenza o delle dinamiche di gioco che affrontano con maggiore frequenza in gara.

 

 

Apprendimento senso percettivo: si è parlato precedentemente di “giocatore pensante” che si tramuta in “giocatore che sceglie”. Abbiamo a tal proposito delineato una metodologia mirata al consolidamento delle componenti legate alla percezione del gioco. Il gioco va sentito, elaborato grazie anche ai sensi e soprattutto all'istinto. Immaginate l'importanza, per un attaccante, di arrivare primo sulla palla. La sua capacità di lettura lo aiuterà, il riconoscere un potenziale quadro di sviluppo di tale azione lo mette nella condizione di vantaggio rispetto al suo avversario, ma sarà la sensibilità acquisita, sarà quel sesto senso che noi chiamiamo istinto che garantirà il successo. Ma si può allenare l'istinto o va inserito nel parametro genetico che sviluppa capacità soggettive innate che chiamiamo talento?

NOI CREDIAMO CHE SI POSSA FARE! Noi vogliamo aiutare i ragazzi a ENTRARE NEL GIOCO. Il nostro metodo è un'evoluzione di quello induttivo. Ci basiamo su un concetto di per sè semplice, cioè lavorare sugli obbiettivi ma in stretta relazione con i fattori di stress. Allontanando la richiesta del raggiungimento di un determinato risultato, eliminiamo il fattore stress che genera ansia e riduce la prestazione. Noi insegniamo a vincere il duello, senza ragionare sull'avversario, ma semplicemente focalizzando l'attenzione sul cosa devo fare per ottenere il dominio della palla. Non importa contro chi, importa solo cosa voglio ottenere.

 

Per semplificare possiamo dire: Conosco il gioco quindi, anticipo le sue dinamiche. Crediamo fermamente in questa chiave di lettura per potenziare le capacità dei giovani atleti/calciatori e per consegnare loro gli strumenti più completi per una corretta crescita e una loro evoluzione a 360 gradi.

 

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