ARCHIVIO DEGLI ARTICOLI DEL BLOG ASD DRAGO SPORT
DIEGO...DAL TANGO ALLA SAMBA!
Diego...Nome sempre impresso nella memoria dei calciofili. Fino a pochi giorni fa legato indissolubilmente al successivo Armando Maradona, notissimo campione argentino, ma che ora risuona nelle orecchie degli italiani a ritmo di samba brasiliana...La samba di Diego, neo acquisto juventino e subito protagonista nel campionato appena iniziato di serie A.
I suoi gesti armonici, la superba eleganza, la forza sprigionata da una muscolatura corta ma possente, ne fanno un calciatore di superiore caratura tecnica. Fisico e dinamicità, coniugati a intelligenza tattica e straordinarie doti tecniche, ne fanno l’incubo di tutte le difese.
La storia non è ancora scritta per un giovane di soli 24 anni, ma sicuramente le gesta attuali, fanno presagire il rinnovamento degli almanacchi calcistici alla voce: FUORICLASSE! Si perché di questo si tratta un giovane, giovanissimo fuoriclasse nativo di quella terra meravigliosa, balia perenne di grandi talenti, chiamata Brasile.
I gol messi a segno con la Roma, rivale di sempre del popolo juventino, hanno abbagliato gli occhi degli “intenditori”, la personalità espressa in campo delinea per questo fantastico calciatore, l’immediata assunzione del ruolo di leader in campo.
Proviamo ad abinare a tutto questo, l’esuberanza del connazionale Felipe Melo e la golosità di gol del già noto Amaurì... Non resta che accendere il televisore e godersi lo spettacolo.
Mister Vincenzo Ligori
SUPERCOPPA ITALIANA '09
Lazio – Inter, come dire Davide e Golia... I monumentali investimenti della migliore delle squadre del Nord Italia, contro la determinazione rivolta al cambiamento di una squadra assente giustificato di un mercato, fino ad ora sorridente altrove... Ma il primo trofeo della stagione nazionale torna in terreni provinciali...e che provincia quella romana!
Il paragone con la celeberrima “accoppiata biblica” vien da sé. Il calcio espresso dall’Inter è stato assolutamente pregevole, forse un pizzico presuntuoso in alcuni disimpegni eccessivamente estetici, fatto sta che la prudente e compatta compagine laziale ha ottenuto la vittoria con il più classico dei tatticismi nazionali, l’attesa rivolta a scoprire il varco giusto...il gioco all’italiana!
Riesumando ricordi lontani poco meno di 4 anni, tornano in mente le ripartenze offerte dalla nostra amatissima nazionale, in quel di Berlino...Matuzalem non sarà Totti, ma in compenso Rocchi ha poco da invidiare ai migliori attaccanti italiani. Questo è quanto si evince dalla partita di oggi, la sfortuna interista veste l’abito del portiere bianco celeste, la fortuna laziale quello della “facciata di Matuzalem”, ma il ko firmato Rocchi ha poco a che vedere con la cabala, somigliando in tutto alla giocata di un campione.
Resta ferma l’immagine di un Mourinho scatenato negli ultimi minuti, che stavolta non potrà affrontare le domande dei giornalisti sventolando i titoli di un uomo obbligato a vincere dal suo ego, ma incalzato nella conferenza potrà soltanto ammettere le molteplici difficoltà che tutte le squadre dovranno affrontare, perché non bastano i nomi...servono gli uomini!
L’inter esce comunque a testa alta da un incontro faticoso e stressante, ma dovrà analizzare gli errori commessi e i talenti stranieri arrivati a suon di Euro, dovranno rendersi conto che le distrazioni non se le possono proprio permettere, perché qualsivoglia siano gli ultimi risultati internazionali...The Italians do it better... J
Brava la Lazio, che porta a casa il primo “TITULO”!
Mister Vincenzo Ligori
PARLIAMONE...
Apro questo articolo con una premessa: non vesto gli abiti dell’utopia, non sogno carriere da demagogo. Semplicemente credo in quel che dico.
Dico quello che rappresenta lo sport per me, come ha cambiato la mia vita, come penso vada interpretato...come penso vada vissuto!
SPORT, che magnifico sostantivo... Chi avrà deciso mi domando che queste 5 lettere sarebbero diventate l’emblema di tutte le attività atletiche del mondo? Cosa indica questa parola? Come viviamo la nostra passione?
Per me, nato in una piccola borgata nella periferia di Roma, lo sport ha significato tante, forse troppe cose. La passione la chiamo calcio, il divertimento lo chiamo sport. Sì perché scendere di casa con un pallone sotto il braccio era un segnale, il modo di comunicare agli altri... Andiamo? Inutile dire che le amicizie dell’infanzia sono nate grazie allo sport, che grazie all’ausilio di una palla potevi inventare qualunque gioco, che sognando le evoluzioni dei campioni, i tuoi occhi leggevano il futuro e, che provando ad imitarli, le lacrime bagnavano le tue delusioni.
Et voilà direbbero i francesi, lo sport mi ha regalato questo, una vita di emozioni cosi forti, tanto da essere impossibili da dimenticare. Emozionare è il suo mestiere... SPORT è il suo nome.
Questo mi piace leggere nei sorrisi dei bambini che si riuniscono per giocare, non l’annaspare di genitori nel forzare le scelte di un ragazzo, non l’ansia di deluderli che nasce per le troppe pretese, la competizione... VINCERE!
Cosa ne penso? Che se partecipare ad una gara avesse come unico scopo quello di vincerla, presto non ci sarebbero più atleti. Sì perché il cuore che ci mette il vero atleta nell’impegnarsi nella propria passione, è rivolto a migliorare non a vincere. Ecco cosa dovrebbe insegnare un bravo istruttore, ecco la leva che spinge a superare ostacoli sempre più invalicabili... Migliorare nelle nostre passioni, viverle con la gioia di dare il massimo, godere delle vittorie e condividerle con chi abbiamo battuto... Perché senza il secondo non esisterebbe il primo. Amo lo sport, amo il mio sport! Mio perché gli ho dato tanto, perché la polvere ingoiata nelle sconfitte non è stata mai troppo dissipata dal dolce nettare delle vittorie, mio perché il senso di appartenenza è il minimo che possa restituirmi.
Perché la premessa iniziale? Perché credo nell’esercizio puro di qualsiasi sport, senza troppi “intrallazzi” o alterazioni, senza smanie di vincere devastando gli altri. Credo che molto dipenda da noi, da noi che siamo cresciuti con coscienza e che possiamo divenire dei “bravi maestri”... Per questo gli dedico il mio tempo, per questo ne faccio un lavoro...per questo ho scelto di viverlo!
Mister Vincezo Ligori

