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mer
07
ott
2009
SCUOLA CALCIO DRAGO SPORT
Dopo una lunga attesa, finalmente la Drago Sport ha trovato lo spazio giusto ove sviluppare il progetto “calcio è divertimento”. La parrocchia della resurrezione di NSGC, sita a Roma in via degli Orafi 120 (zona Giardinetti), ha approvato l’introduzione della scuola calcio Drago Sport nelle attività delL' oratorio.
Inutile descrivere la gioia e l’entusiasmo che circonda tutto l’entourage della nostra associazione, che comincia finalmente a sviluppare l’idea di educazione sportiva che ci contraddistingue. Ripercorrendo la strada che ci ha guidato nell’insegnamento sportivo all’interno delle scuole, la Drago Sport crea, nell’Oratorio parrocchiale, una Scuola Calcio “non agonistica” in cui, grazie alla preparazione degli istruttori, si garantisce una didattica professionale e programmata, consentendo altresì alle famiglie la libertà di stare insieme nel fine settimana, non essendo presente la costrizione del campionato federale. Il progetto è quindi un’alternativa alla “classica” scuola calcio, da cui per motivi economici, di tempo o selezione tecnica molti ragazzi restano lontani.
Alla Drago Sport tutti i ragazzi sono i benvenuti, purchè rispettino le poche regole del vivere insieme, meglio specificate nel Regolamento interno che troverete sulla pagina della scuola calcio. Non ci sarà quindi selezione tecnica, non ci saranno fine settimana rigorosamente impegnati, ma ci saranno egualmente allenamenti preparati da professionisti del settore, che uniranno alla voglia di divertirsi dei ragazzi, disciplina ed educazione sportiva.
I costi della scuola calcio Drago Sport sono alla portata di tutti, in omaggio verrà fornita anche una divisa da gioco. Tutto questo con il solo scopo di far avvicinare i ragazzi allo sport che più amiamo, nel modo giusto, insieme alle famiglie, per stare insieme in un ambiente sano e assolutamente divertente.
dom
27
set
2009
PAZZO CAMPIONATO...
L'Inter che perde con la sorprendente Samp, la Juve che viene ripresa al '93 dal Bologna ammazza-sogni, La Roma che stenta e il Milan che non esce dal baratro in cui si è infilato... Pazzo, pazzo campionato!
Mai come in questa occasione follia fa rima con allegria, non quella di Mourinho certo, che si auto-declassa commentando il lavoro di Del Neri al Porto, ma quella dei tifosi e appassionati vari, che sperano in un campionato avvincente fino in fondo.
Gli ultimi dominati dai nerazzurri avevano poco a che fare con l'esuberanza di quest'ultimo, l'incosapevolezza del pronostico fa da cornice all'attesa del risultato, l'altalenare delle prime fa riflettere sulle capacità del nostro campionato. Sono poche le partite in cui ci si annoia è vero, ma è strano vedere squadre di blasone con le incertezze delle provinciali. Sarà un periodo di transizione forse, il pensiero non può non andare alle giovani pulsioni di tecnici non all'altezza del compito, di tecnici più da televisione che da campo.
Largo ai giovani grida qualcuno... Tempo al tempo riecheggia sul campo! La virtù sta nel mezzo come sempre, un risultato si otterebbe con almeno la coerenza delle scelte, ma Napoli forse non è la piazza giusta per questi argomenti. Un riassunto risulta difficile farlo, non è il tempo dei giudizi, lasciamo spazio ancora alle parole per un po', tanto prima o poi...I fatti diranno chi ha ragione!
Vincenzo Ligori
mar
22
set
2009
LA ROMA DEI GLADIATORI...
Ventata d'aria nuova in casa giallorossa, spifferi di ricordi di una Roma di qualche anno fa...
Bellissima gara espressa dalla squadra capitolina, contro una Fiorentina sorprendente per la mancanza di carattere dimostrata nell'arena dell'Olimpico. Ranieri ha chiesto grinta da gladiatori, e i giocatori sono scesi in campo con corazza e tanta voglia. La maestosità di un Francesco Totti ritrovato, ha dato il coraggio di osare ad una squadra ormai sull'orlo del precipizio, dopo la batosta svizzera; le ringhiate di Daniele De Rossi davanti alla difesa hanno cementato un reparto sino ad ora tutt'altro che impenetrabile.
Questa è la Roma di Totti e De Rossi, due figure carismatiche e trainanti che non possono permettersi pause di riflessione. La riflessione però la deve fare il tecnico, lasciare il capitano giallorosso solo, nella morsa avversaria, senza alternative davanti, non è certo la migliore delle scelte, considerando anche il suo attuale stato di forma. La difesa viola questa volta ha dovuto preoccuparsi anche di un certo Mirko Vucinic, che guidava l'assalto colpendo ripetutamente sui fianchi la retroguardia avversaria, creando gli spazi di cui ha bisogno il suo capitano per dar sfogo a tutta la sua esuberanza tecnica. Questa soluzione tattica sicuramente appare più idonea, per fronteggiare squadre tatticamente organizzate come quelle del nostro campionato. Appare chiaro che il Totti di oggi non ha lo spunto di qualche anno fa, ma il piede è sicuramente lo stesso e la genialità...quella non invecchia mai... Permettere a Totti di sfogarsi è un errore che non si deve commettere, ma quando devi preoccuparti del funambolico Vucinic, incontenibile nell'uno contro uno, dei continui inserimenti dei centrocampisti che disturbano la stabilità del reparto difensivo e quando devi anche badare ai tiri dalla distanza di De Rossi, che quando ha spazio ci prova sempre....Allora il compito diventa quasi impossibile.
Chiudo con un appunto, qualsiasi siano le motivazioni che spingano una società ad approdare al campionato dopo un calciomercato deludente, qualsiasi sia il momento buio che la squadra attraversa dopo un'inizo altalenante, il tifoso dovrebbe sempre essere lì a coccolare i suoi campioni, che alla fine dei conti, gli hanno sempre regalato grandissime emozioni!
Vincenzo Ligori
ven
11
set
2009
D-BLOG: Italia si, Italia no...
"Siamo i campioni del mondo", tuona fiero il nostro amatissimo ct, Marcello Lippi. Chi può negarlo? Sono ancora freschi nella memoria degli italiani i ricordi di quella magnifica notte di Berlino, con il cielo tinto d'azzurro... Ricordi appunto! Pensiamo al passato più recente o meglio ancora al presente: l'Italia campione del mondo esce malconcia da un europeo stravinto dalla sorprendente formazione spagonla, l'Italia campione del mondo ritrova il tecnico che l'ha guidata alla conquista del titolo più prestigioso, l'Italia chiamata alla prova d'orgoglio nella Confedaration Cup...lasciamo stare. Oggi si apre uno di quei dibattiti per cui noi italiani sicuramente non siamo secondi a nessuno, Cassano si? Cassano no?
Antonio Cassano o "Fantantonio" come lo chiamano i suoi ammiratori, sfoggia talento e colpi di genio ad ogni incontro, infilza le difese avversarie con serpentine funamboliche e finte ubriacanti, sforna assist preziosi che risaltano i compagni di squadra che ringraziano il fato per averli messi accanto a lui. Cosa aggiungere se non la magnifica battuta elargita con rinnovata autoironia in conferenza stampa dall'interessato: Che altro devo fare per essere convocato??? Ce lo chiediamo anche noi...
Osserviamo ora il punto di vista di Mister Lippi: la mano del selezionatore azzurro, si evince sicuramente nel saper scegliere i giocatori da inserire nella rosa vincente, la saggezza del tecnico risalta nel coordinare individualità e gruppo, facendo di quest'ultimo il motivo del suo orgoglio, l'astuzia dell'uomo sta nel provare a vincere seguendo le sue convinzioni e i suoi princìpi, cavalcando le polemiche con sapiente disponibilità e liquidandole con logiche attraenti quanto la demagogia.
Quel che sembra lecito domandarsi sembrerebbe: qualora vincessimo il titolo o comunque ben figurassimo al mondiale 2010, sarebbe una vittoria del gruppo o del tecnico?
Se invece arrivassimo in fondo con Cassano, sarebbe probabilmente una vittoria frutto del talento di "Fantantonio", il tecnico ne verrebbe oscurato?
...Rispondete voi...
Vincenzo Ligori




